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Kalaripayattu

Cos' e a cosa serve

Etimologia:  Kalaripayattu Il termine deriva dalla lingua malayalam, parlata nella regione d’origine, il Kerala, e si compone di due parole: kalari che indica un'area, una  zona di spazio ben precisa nel quale viene fatto il payattu ovvero l'esercizio, la pratica. Quindi con kalaripayattu, intendiamo l'arena, il luogo fisico, nel quale viene praticato un esercizio.

 

Tipo di pratica: il kalaripayattu è un’arte marziale e come tale lavora in maniera profonda su corpo e mente. Presenta inoltre un aspetto performativo che la avvicina al teatro e alla danza. Il kalaripayattu  presenta due aspetti di grande importanza: da un lato costituisce una valida tecnica di difesa/attacco e dall’altro è anche un’arte terapeutica che, tramite la conoscenza deiMarma, ossia i 108 punti vitali del corpo umano, è capace di curare e rivitalizzare il sistema biologico.

L’obiettivo finale di questa arte marziale non è solo la perfetta conoscenza di tutte le tecniche di autodifesa e di attacco, e il completo uso delle armi, considerate come estensioni del corpo stesso, ma anche la capacità di controllare e razionalizzare l’aggressività, sviluppando una coordinazione completa della mente e del corpo

Beneficio principale: la pratica del kalaripayattu risveglia tutta la corporatura andando a migliorarne la postura, la flessibilità, la coordinazione e l’equilibrio.  E’ un’arte marziale dinamica e come tale rinnova l’energia corporea permettendo il rilascio delle tensioni accumulate e delle tossine e favorendo la ricarica energetica. Agisce inoltre sulla capacità di concentrazione, la memoria e la gestione delle emozioni.

Meccanismi d’azione: il kalaripayattu prevede un training fisico di preparazione che lavora su allungamento, flessibilità, resistenza e potenziamento con esercizi a corpo libero di stretching e respirazione. Successivamente vengono insegnate le forme tradizionali e in maniera graduale si introducono le armi. La pratica tradizionale ha numerose connessioni con la medicina ayurvedica e prevede un’oleazione del corpo prima di ogni allenamento per favorire l’allungamento muscolare, nutrire i tessuti e facilitare l’eliminazione delle tossine.

 

Differenze con altre eventuali discipline esistenti:  Il kalaripayattu è la madre delle arti marziali del sud est asiatico, nonostante la sua origine sia millenaria in Europa non è quasi per niente diffusa, a differenza di molte altre arti marziali che sono praticate in occidente da diversi anni. Gli insegnanti italiani della ASD Kesma Italia si sono formati quindi in India secondo l’insegnamento tradizionale, soggiornando diversi mesi a casa del maestro e praticando quotidianamente. Questo ha il pregio di portare un insegnamento diretto, con una impostazione pedagogica talvolta un po’ più difficile da comprendere per un occidentale, ma sicuramente autentica.

Nel kalaripayattu inoltre non esistono cinture, è il maestro che, quando l’allievo è pronto, lo inizia ad un livello successivo.

Altra peculiarità che la differenzia un po’ dalle altre arti marziali è l’aspetto performativo che caratterizza la disciplina e che l’avvicina per questo alla danza e al teatro, questo aspetto è parte integrante dell’insegnamento.

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Origini e storia

Si dice che il kalaripayattu abbia avuto origine più di 4000 anni fa, e che sia la madre delle arti marziali. Si crede infatti che il Dio Shiva l’abbia ricevuto in insegnamento dal saggio Parasurama, e l’abbia poi tramandato al figlio Subramagnam, altrimenti conosciuto come Kartikeya.

Si suddivide in 4 stili diversi: stile del Nord, del Sud, del centro, dell'Est, anche se attualmente gli stili maggiormente praticati sono quello del Nord e quello del Sud del Kerala.

Lo stile che noi pratichiamo è quello del sud in collaborazione lo la scuola del Maestro indiano Jayachandran Nair di Trivandrum.

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Effetti e benefici

Gli effetti della pratica del kalaripayattu si sentono già dopo i primi 3/4 incontri,  superata la difficoltà iniziale il corpo inizia ad apprendere e a cambiare.  Gli effetti più evidenti all’inizio sono l’aumento della flessibilità, soprattutto delle gambe, e il miglioramento della postura. Se dopo i primi incontri si esce dalla lezione piuttosto stanchi perché si incontra un lavoro del tutto nuovo per il corpo e per la mente, già dopo 3,4 incontri si inizia a sentirsi ricaricati e al termine della pratica l’intero organismo si sente pieno di nuova energia e rinvigorito. Progressivamente aumenta la consapevolezza corporea, il kalaripayattu lavora molto su coordinazione ed equilibrio ed entrambe le cose migliorano la postura e il radicamento. Migliora inoltre il tono muscolare, la potenza fisica , la resistenza e la respirazione. Dal punto di vista mentale la pratica ha un ottimo riscontro sulla capacità di attenzione e concentrazione, l’azione-reazione, la presenza. Come tutte le arti marziali, accanto al lavoro sul corpo inizia anche un lavoro interiore, un bravo maestro guida l’allievo all’ascolto delle proprie capacità, aiutandolo a riconoscere il limite, e portandolo a superare quel limite (fisico e interiore) nei tempi giusti. L’insegnamento non alimenta la competizione, ma aiuta a gestire l’aggressività favorendo lo scarico delle emozioni attraverso il corpo e il respiro.

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A chi consigliato

a pratica è indicata per tutti,ma particolarmente rivolta a danzatori, attori, praticanti di yoga e arti marziali.

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A chi sconsigliato

bambini al di sotto degli 8 anni, persone con problemi  alle ginocchia

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Particolarmente efficace se praticata insieme a...

yoga, lo yoga completa e coadiuva il lavoro del kalari , molto spesso nei seminari intensivi inseriamo delle sessioni di yoga sia per preparare il corpo alla pratica che per scaricare al termine della giornata con un lavoro di rilassamento e respirazione.

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Et consigliata

Età minima per cominciare:8 anni

Età a cui si può sempre praticare: adulti in buona salute fisica,troppo intensa oltre i 60 se non è già presente una buona attitudine al lavoro con il corpo.

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Tempo di pratica per godere dei benefici

Durata minima  di un ciclo: non si smette mai di imparare. Il lavoro è molto personale dipende dal singolo allievo e da quelli che sono gli obiettivi che questo si pone.

Periodicità: 1-2 volte alla settimana, per i professionisti e gli insegnanti la pratica è più frequente, se possibile giornaliera.

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Come si svolge un incontro

Singolo o in gruppo: entrambi,meglio se in gruppo

Caratteristiche dello spazio dove si svolge l’incontro: all’aperto su area pianeggiante: prato o terra battuta (se le condizioni climatiche lo consentono); al chiuso:palestra;sala con parquet di almeno 80 mq.

Fasi dell’incontro: Il metodo di insegnamento è fedele a quello tradizionale e prevede un impostazione pedagogica basata sulla “comunicazione non verbale”, con l’obiettivo di stimolare corpo e mente. Il corpo infatti impara attraverso l’osservazione e il lavoro pratico, cambiando in breve tempo la propria forma. L’intento è di sviluppare la capacità del processo di apprendimento e di risvegliare la “memoria” corporea, migliorando la coordinazione, la concentrazione, l’equilibrio e l’ascolto.

Si può tranquillamente riprendere il ritmo quotidiano alla fine della pratica.

 

Programma di un seminario-allenamento tipo:

 

  • Training fisico di preparazione al kalari : esercizi di allungamento, equilibrio, postura e potenziamento muscolare, per migliorare la flessibilità  e risvegliare la memoria corporea. Se il gruppo lo consente si introducono alcuni esercizi di acrobatica.
  • Le 30 “Forme di Saluto”: introduzione alle forme del kalari che consistono in sequenze di movimenti di attacco e difesa, via, via sempre più articolati, in direzione dei quattro punti cardinali. La pratica lavora in particolare su: equilibrio, coordinazione, azione-reazione, ascolto, concentrazione, memoria.
  • Lavoro con i bastoni: tecniche di attacco e difesa con i bastoni corti, spinning con bastoni lunghi come introduzione alla danza con il fuoco.

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Cosa serve per esercitare

Abbigliamento comodo, si pratica a piedi nudi.

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Requisiti formativi di un bravo operatore

Al momento la Kesma Italia è l’unica scuola di Kalaripayattu riconosciuta in Italia ed affiliata alla scuola madre indiana Kesma – Kerala School of Martial Arts del Maestro Jayachandran Nair di Trivandrum.Gli insegnanti si sono formati in India,hanno molti anni di pratica alle spalle,hanno lavorato a lungo insieme al maestro,conoscono ameno le basi dello yoga e dell’anatomia umana,sviluppano una particolare attenzione per il singolo studente. Hanno tutti ricevuto un Master Certificate per l’insegnamento.

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Come scegliere il professionista che fa per te

lezione di prova, un buon insegnante “ascolta”le necessità di ogni singolo studente,è paziente , e non alimenta in nessun modo la competizione o l’aggressività;porta lo studente a superare le difficoltà senza spingerlo troppo oltre,mantenendo un costante ascolto del corpo e dei movimenti interiori.

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Scuole e centri di formazione riconosciuti

ASD Kesma Italia:  http://kalari.xoom.it

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Diffusione della disciplina e tendenze in Italia e nel mondo

L’ASD Kesma Italia sta cercando di promuovere e diffondere il kalaripayattu in Italia ed Europa secondo l’insegnamento tradizionale, al momento la disciplina è poco conosciuta in Occidente, mentre è diffusa e praticata soprattutto nel Sud dell’India e in particolare nella regione del Kerala.

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Libri consigliati per saperne di pi

In italiano non si trova un libro specifico sul kalaripayattu ma abbiamo trovato un’interessante trattazione della disciplina nel libro: H. Reid – M Croucher, La via delle arti marziali, un testo ben fatto che ripercorre la storia e l’evoluzione delle arti marziali partendo dal punto di vista che le arti marziali siano parte integrante di un sapere antico, ancora in grado di parlare all’uomo contemporaneo. Il libro è arricchito da testimonianze e materiali raccolti direttamente  nei luoghi d’origine e dalla viva voce dei maestri più autorevoli.  Comprende una sezione dedicata al kalaripayattu.

In inglese si reperisce facilmente: Phillip B. Zarrilli, When the Body becomes all eyes, Oxford India Paperbacks: uno studio approfondito sul kalaripayattu (in particolare lo stile del nord) partendo dal punto di vista storico, antropologico, rituale della disciplina va a trattare diversi aspetti della pratica con riferimenti alle connessioni con la medicina ayurvedica e l’antico sistema di insegnamento maestro-discepolo

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Musica consigliata per praticare al meglio

Normalmente pratichiamo senza musica o accompagnati da musica tradizionale indiana con una base di percussioni

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