Il Biofeedback è una tecnica che fa uso di apparecchiature elettroniche al fine di rilevare e rappresentare i livelli di stress del paziente e la loro influenza sulle funzioni fisiologiche dell'organismo.
Il Biofeedback prende in considerazioni alcune delle funzioni involontarie dell'organismo umano. Uno strumento elettronico alimentato a batteria rileva, registra e rappresenta mediante grafici o segnali acustici alcuni parametri come:
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attività muscolare
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attività delle ghiandole sudoripare
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temperatura periferica
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frequenza cardiaca
Pur non essendo controllabili direttamente, queste funzioni sono influenzate da azioni o comportamenti di cui la persona è consapevole e direttamente responsabile. Confrontandosi con lo strumento elettronico e prendendo coscienza delle proprie reazioni, il paziente partecipa attivamente al processo terapeutico, imparando a utilizzare le proprie capacità mentali per equilibrare lo stato psicofisico.
Perché praticarlo
Il Biofeedback può essere utilizzato per trattare problemi legati ad ansia, stress, disturbi psicologici e psicosomatici. Tra le patologie più comunemente trattate con il Biofeedback sono incluse tensioni muscolari, cefalee, tic, crampi, bruxismo, insonnia, tachicardia, ipertensione, disturbi del comportamento, fobie, balbuzie, disturbi digestivi e cardiocircolatori.
Le origini
Messo a punto negli Stati Uniti tra gli anni quaranta e settanta, il Biofeedback ha attratto inizialmente l'interesse degli ambienti medici e successivamente è stato applicato anche alla medicina sportiva.

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