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DI CHI È LA COLPA?

Senso di colpa o merito?

14/06/2017       Giuseppe Cerasoli
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Il senso di colpa rappresenta da sempre un solo lato della medaglia e da sempre è il lato che attira maggiormente la nostra attenzione, che ci fa soffrire, che ci blocca, che ci fa scappare, che ci preclude la libertà di agire. Ma allora cosa nasconde l’altro lato della medaglia, che potrebbe farci stare meglio, farci sentire sollevati, migliorare le nostre azioni, promuovere la libertà di agire? Il Merito; sì la meritevolezza è l’altro lato della medaglia!
Il senso di colpa non è mai nostro. Il senso di colpa è qualcosa che noi percepiamo verso qualcuno o qualche cosa perché si è contratto un debito. E la modalità con cui contraiamo il debito è legata ad una promessa o una aspettativa non mantenuta o delusa, nei confronti di qualcun altro. La promessa è sempre conscia. Ma qual’è quel senso di colpa che dipende solo da noi? Ebbene non esiste perché dipende sempre da qualcun’altro o qualcos’altro.
La bugia è l’unico modo che il bambino ha per confutare, mettere in dubbio una regola imposta. Non si dicono le bugie! Perché non si dicono le bugie? Perché la bugia è l’unico mezzo che abbiamo per fare contento, per soddisfare o andare incontro al bisogno dell’altro o, peggio ancora, per soddisfare le aspettative che l’altro ha nei miei confronti. Occorre guardare per primo il lato meritevole della medaglia e promuovere un atteggiamento positivo e propositivo, per non sentirci costretti a raccontare una BUGIA! L’allenamento quotidiano è quello di portare l’attenzione sul lato meritevole della medaglia, prima che il senso di colpa si appropri delle nostre sensazioni. Il merito, in ordine di tempo, si manifesta sempre qualche istante prima del sopraggiungere del senso di colpa; a noi saperlo cogliere e tenerlo lì a farci fare un passo evolutivo, rispetto invece al senso di colpa che ci porta a reiterare situazioni in cui ci sentiamo spesso in difetto. Il giorno in cui, dopo aver fatto cadere a terra un bicchiere, rompendosi in mille pezzi per una nostra “disattenzione”, riusciremo a dirci l’istante dopo «… è merito mio se questo bicchiere è caduto!» poiché questa è la realtà, come sono andati i fatti, potremo dire che l’allenamento alla meritevolezza sta dando i suoi frutti. Frutti che ben presto ci porteranno ad organizzare il nostro mondo in maniera da meritarci le cose, piuttosto che rincorrere solo la colpa da dare a questo o a quella situazione.


Tratto da "KEY CODE SYSTEM. Il Tempo al servizio dello Spazio" di Giuseppe Cerasoli, ed. EBS PRINT.